La perseveranza

L'energia di volontà è una grande conquista, ma bisogna amare l'energia vera, non quella immaginaria, frutto di una fantasia un po' romanzesca. Neppure deve essere confusa la vera energia con la precipitosità. Mettersi a capo fitto nei pericoli, intraprendere una quantità di cose senza condurle a termine, non sono certo segni di vera energia.
E' illusione quella di credere di poter fare da un momento a l'altro cose meravigliose, ma poi arrestarsi sgomenti alle prime difficoltà, e con la massima leggerezza cambiare ad ogni istante iniziativa.
La vera energia sta in questo: riflettere prima e poi operare, avere prima innanzi agli occhi l'ideale da raggiungere, pensando alle circostanze, calcolando le proprie forze e una volta decisa di agire e non indietreggiare per nessun motivo costi quel che costi.
Quale via dolorosa dovette percorrere Cristoforo Colombo quando, per diciotto anni andò pellegrinando di corte in corte con i suoi piani mai compresi e spesso derisi. Egli però pieno di entusiasmo, con la sua incrollabile costanza poté finalmente attuare i suoi progetti e compiere il memorabile viaggio. Sai quanti anni egli aveva allora? Cinquantotto! Quanti uomini a quella età pensano di non essere capaci di compiere utili opere nella vita?
Beethoven era sordo quasi del tutto quando compose i suoi più bei capolavori. Mosè, il condottiero del popolo ebreo, era balbuziente, ma con la coscienza della sua debolezza fiducioso nell'aiuto potente di Dio, divenne il liberatore.
Non diciamo mai troppo presto: devo ritirarmi perché gli ostacoli sono insormontabili.
La fortuna aiuta gli audaci, mentre abbandona i deboli.